Il simbolismo della Bandiera Nazionale Tibetana
Questa versione è stata introdotta da Thubten Gyatso nel 1912. È utilizzata dal Governo tibetano in esilio e,
per questo, vietata dalle autorità cinesi in quanto simbolo di separatismo.
Nel ventesimo secolo, il XIII° Dalai Lama, eminente capo spirituale e temporale del Tibet,
attuò molti cambiamenti in campo amministrativo in sintonia con le usanze internazionali.
Prendendo spunto e migliorando gli stendardi militari esistenti, Sua Santità disegnò l’attuale,
moderna bandiera nazionale e, con un proclama ufficiale, dichiarò che sarebbe stata adottata da tutti i corpi militari di difesa.
La composizione pittorica e il simbolismo della bandiera nazionale Tibetana contengono tutte le caratteristiche del Tibet:
la conformazione geografica del territorio, la sua natura religiosa, gli usi e le tradizioni della società tibetana,
l’amministrazione politica del governo Tibetano, e cosi via.
In ognuna delle tre regioni di cui si compone il paese, la bandiera nazionale, ereditata dagli antichi padri,
è universalmente accettata come un comune inestimabile tesoro e, come in passato, è rispettata e stimata.

La montagna bianca
Nel centro vi è una magnifica montagna innevata, la quale rappresenta la grande nazione del Tibet,
generalmente conosciuta come Terra Circondata da Innevate Montagne.
I sei raggi di luce rossa - L’alternanza del colore rosso e del colore azzurro
Attraverso il cielo blu scuro si propagano sei strisce rosse, che rappresentano gli originari antenati del popolo tibetano:
le sei tribù chiamate Se, Mu, Dong, Tong, Dru e Ra le quali a loro volta diedero i dodici discendenti. La combinazione delle
sei strisce rosse (per le tribù) e le sei strisce blu scuro per il cielo, rappresentano l'incessante emanazione delle virtuose
azioni di protezione dell'insegnamento spirituale e della secolare esistenza delle nere e rosse divinità protettrici, con le quali
il Tibet ha avuto un'unione per lunghissimo tempo.
I raggi emanati dal sole nascente
Sulla sommità della montagna innevata, il sole con i suoi sfolgoranti raggi, risplendendo in tutte le direzioni,
rappresenta in egual modo gioia di libertà, felicità spirituale e materiale e prosperità per tutti gli esseri della terra del Tibet.
La coppia di leoni di montagna
Sui pendii della montagna vi si trovano una coppia di leoni delle nevi, che rappresentano il compimento di vittorie nel
nome di un'unificata spiritualità, il cui coraggio è suggerito dalle cinque sporgenze sulla sommità della loro testa,
simboleggia il totale successo contro tutte le avversità delle azioni intraprese dal governo spirituale e secolare della nazione.
I tre gioielli colorati sopra ai leoni
I belli e raggianti tre gioielli colorati, tenuti in alto, rappresentano la sempre presente venerazione e rispetto del popolo
tibetano verso i Tre Supremi Gioielli (gli oggetti di rifugio: Buddha, Dharma e Sangha).
Il mulinello della gioia
Sorretto dai leoni, simboleggia l’osservanza della dirittura morale secondo le somme tradizioni
rappresentate dai dieci precetti divini di virtù e dalle sedici regole etiche della vita laica.
Il bordo giallo
Infine, il circostante bordo giallo che adorna il perimetro rappresenta la diffusione in tutte le direzioni dei puri
(come l'oro) insegnamenti del Buddha.