UNA STORIA SCONOSCIUTA
LA RESISTENZA TIBETANA ANTI COMUNISTA 1957-1965
E IL RUOLO DELLA CIA
di Alberto Rosselli
Nella primavera del 1957, un gruppo di agenti statunitensi venne inviato in India settentrionale con il compito di trasformare in guerriglieri-paracadutisti alcune centinaia di tibetani che erano riusciti a fuggire dal loro Paese. Nell’aprile di quell’anno, presso due basi segrete situate a Dibrugarh e Darijeeling, sull’alto corso del Brahmaputra, le prime 40 reclute tibetane terminarono il periodo di training, venendo poi raggiunte da un secondo scaglione di 259 loro compatrioti addestrati in nelle basi americane di Okinawa, Guam, Saipan e in quella di Cam Hale (Colorado). I lanci dei guerriglieri sul Tibet
ebbero inizio nell’autunno del 1957.
Aerei americani Douglas DC3 e Fairchild C-82 Packet trasferirono a gruppi e di notte i primi contingenti destinati a compiere azioni di sabotaggio e operazioni militari congiunte a fianco dei circa 6.000 partigiani locali del movimento resistenziale nazionalista agli ordini del comandante Gompo Tashi Andrugtsang. Nell'estate del 1960, in seguito alla massiccia controffensiva cinese nei territori meridionali tibetani, la CIA fu costretta a trasferire la principale base di partenza per le operazioni sul Tetto del Mondo nella provincia nepalese del Mustang.
Ma poco più tardi l’abbattimento da parte sovietica dell’aereo spia statunitense U-2 suggerì a Washington di sospendere qualsiasi operazione di appoggio ai guerriglieri anticomunisti. Nella primavera del 1961, il presidente John F. Kennedy decise tuttavia di continuare a dare sostegno alla resistenza tibetana che, lo stesso anno, minò e distrusse i più punti la grande arteria che collegava il Tibet al Sinkiang. Sempre nel 1961, un altro contingente tibetano sopraffece un convoglio motorizzato cinese,
sequestrando alcune borse nelle quali fu trovato un dossier segreto di 1500 pagine che descriveva il sostanziale fallimento della politica economica del ‘Grande Balzo in Avanti’, le purghe in corso nei comandi dell’esercito ‘rosso’, e pesanti indiscrezioni circa accordi segreti tra Pechino e Nuova Dehli.
Nel 1962, guerriglieri tibetani trasportati da aerei statunitensi nel cuore stesso della Cina, nella regione del Lop Nor, riuscirono ad individuare le aree destinate ai test atomici e ad impiantare non lontano da esse degli appositi sensori collegati via radio: strumenti che, nel 1964, confermarono agli americani la deflagrazione di molti ordigni ad alto potenziale. Nonostante gli ottimi risultati conseguiti, alla metà del 1965 Washington, già pressata dalla campagna pacifista, decise di tagliare ogni operazione targata CIA e di abbandonare i patrioti del Paese delle Nevi al loro triste destino.